Vergogna Unesco (di Beatrice Ciminelli )

unescoDistorsione del reale e omissioni: è il caso della vergognosa risoluzione Unesco circa Gerusalemme, in cui si fa unilateralmente riferimento alle violenze inflitte dagli ebrei, senza alcun minimo accenno ai fanatici musulmani, ai terroristi islamici e alle continue violenze di cui sono vittime da decenni ebrei e israeliani. Le violenze sarebbero i controlli, le richieste di documenti da esibire e gli scavi biblici-archeologici sul Monte del Tempio e lungo le fondamenta erodiane, da cui emergono reperti inerenti alla storia ebraica o comprove circa alcune narrazioni bibliche. Vi è un’altra violenza a cui si fa riferimento: i militari israeliani che controllano la Spianata. Si dimentica che dalle terrazze della Spianata vengono insultati gli ebrei oranti al Muro, lanciate pietre contro di loro e che sulla Spianata, la preghiera è permessa solo ai musulmani, mentre gli ebrei hanno il divieto di pregarvi. E così, affinché alcuni ebrei potessero accedervi, è stato necessario tutelarli con una presenza militare.
Adesso, persino la storia ebraica è negata e, quindi, dichiarata falsa. La risoluzione è stata depositata dal Sudan, stato retto da un regime islamico non estraneo a nefandezze di ogni genere. Tra i firmatari figurano molti Stati islamici, tra cui spiccano Qatar, Egitto, Libano, Iran, Pakistan, Nigeria. Sunniti e sciiti, in guerra tra loro, stavolta sono in comunione di intenti.

La strategia della cancellazione non è estranea a culture dominanti, divenute maggioritarie, che hanno sottomesso antiche maggioranze, conquistate e condotte a uno status minoritario. Si pensi, ad esempio, alla sistematica cancellazione della memoria armena nelle vastissime aree della Turchia e dell’Azerbaigian, entrambi Paesi islamici, il primo sunnita, il secondo sciita, ma non solo.

In Israele – a Gerusalemme in particolare – gli ebrei non negano la storia cristiana o quella islamica. E, a differenza della risoluzione Unesco, persino i nomi di ogni singola strada compaiono in tre lingue: ebraico, arabo e inglese.
Ma torniamo alla delibera Unesco. Il Monte del Tempio, Muro incluso, sarebbe davvero un sito solo islamico? La guida religiosa della moschea di Al-Aqsa, Muhammad Ahmad Hussein, devoto del Muftì filonazista di Gerusalemmee “padre” di molto islamismo contemporaneo, ha pubblicamente sostenuto che non mai è esistito il Santuario sul Monte del Tempio, ma unicamente una moschea, sin dall’origine del mondo. La logica è la medesima: una negazione (non è mai esistito) e una sostituzione (la moschea e i soli diritti islamici su quel luogo).

Ma vi è di più, ossia l’affermazione di un principio teologico. Secondo la tradizione teologica islamica, la Bibbia è erronea e la sua rivelazione alterata, dato che gli ebrei ne avrebbero modificato la lettera. E ne consegue, ad esempio, che, con ricadute pratiche e specifiche su Gerusalemme, la legatura di cui si narra in Genesi XXII non avrebbe riguardato Isacco ma Ismaele e al Tempio, sorto proprio su quel luogo, viene così sostituita, indipendentemente da ogni evidenza storica e archeologica, la favoleggiata moschea.

Per chi nutrisse ancora qualche dubbio circa l’imparzialità dell’UNESCO, basti registrare che nella mozione, Israele viene sempre accompagnato dalla dizione “Potenza occupante”. Negando il legame ancestrale tra il popolo ebraico e Gerusalemme, cercando di cancellare tutte le tracce dell’ebraismo in ciò che ha di più simbolico, si potrebbe arrivare a dire che l’UNESCO si pone sullo stesso piano dell’Isis, il quale distrugge i tesori culturali di Bamyan, di Palmira e altri Patrimoni dell’Umanità, solo perché non collimano con la sua visione della storia.E così, secondo l’Unesco, gli ebrei non hanno a che vedere col Muro del Pianto e il KotelHamaaravì, il Muro occidentale, dovrà chiamarsi da ora in poi al Buraq, dal nome del cavallo di Maometto. A cancellare con un tratto di penna i siti storici degli ebrei è stata un’istituzione nata a presidio della cultura.
Vittima di un suicidio culturale e religioso, l’Italia ufficiale non ha trovato il coraggio di opporsi. Si è astenuta. Inquietanti infamie.