Malattie Renali Croniche: un problema ancora aperto

Gentili Consiglieri Regionali, gentili Segretari Generali, la nostra Associazione, riunisce e rappresenta i cittadini affetti da insufficienza renale – nefropatici, dializzati – ed i trapiantati, i loro familiari e tutti coloro che, riconoscendosi negli scopi dell’Associazione, vogliono sostenerne le azioni e iniziative per una sanità migliore.

La prevenzione e la diagnosi precoce delle malattie renali, il potenziamento e la diffusione dei Centri Dialisi, lo sviluppo dei trapianti, la solidarietà umana per non escludere i più deboli e la tutela dei diritti civili, sono le diverse espressioni di un unico scopo: la difesa e la conquista della salute e della vita. Uno scopo che la nostra Associazione persegue da oltre quarant’anni, nell’interesse di tutti.

Il 9 giugno scorso abbiamo consegnato al Presidente della Giunta Regionale, Marcello Pittella e al Presidente del Consiglio Regionale, Francesco Mollica, le firme di cinquemila cittadini lucani che hanno sottoscritto la nostra petizione per la costruzione di un nuovo Centro Dialisi Pubblico a Policoro, ospedale dotato di tutte le specialità, capace di garantire cure adeguate e di rispondere ad ogni emergenza.

Ecco i dettagli di questa incredibile vicenda.

L’Azienda sanitaria di Matera ha già sottoscritto un contratto di appalto in concessione con una società privata di Felino (PR), con la formula del progetto di finanza, per la costruzione e gestione per 9 anni di un centro dialisi a Tinchi, con un esborso di circa 8milioni di euro.

La Regione Basilicata e la stessa Azienda sanitaria di Matera , hanno già espresso parere favorevole alla richiesta di un’altra società privata, per la realizzazione di un altro centro dialisi nel Comune di Policoro che dista a meno di 20 km da Tinchi.

Nello stesso tempo sia la Giunta regionale e l’intera maggioranza che sostiene il Governo della Regione sia il managment hanno invece ignorato la richiesta dei cittadini di far nascere nell’Ospedale di Policoro un centro dialisi pubblico, in grado di soddisfare tutte le esigenze dei cittadini malati di rene.

Le scelte della Giunta sono davvero incomprensibili: UNO SPRECO DI RISORSE PUBBLICHE ASSOLUTAMENTE IMMOTIVATO! Non è accettabile che molti milioni di euro vengano regalati al privato, quando la richiesta dei cittadini di una struttura pubblica risulta preferibile sia per la sicurezza dei malati sia dal punto di vista economico.

Dopo nostre sollecitazioni, venerdì 30 settembre scorso siamo stati convocati presso la presidenza della giunta regionale alla presenza del direttore generale del dipartimento sanità regionale, dott. Pafundi, del direttore generale dell’ASM, dott. Quinto e della dott.ssa Florenzano in rappresentanza della presidenza della giunta.

Abbiamo proposto la costruzione del centro dialisi presso l’ospedale di Policoro e la gestione clinica dello stesso da affidare al personale medico e infermieristico attualmente presente presso il centro dialisi dell’ospedale di Tinchi.

Ci appelliamo al Vostro spirito di solidarietà e di rappresentanza delle persone in stato di bisogno, affinché portiate nelle sedi istituzionali competenti, nell’ambito del confronto sulla riforma del sistema sanitario regionale, la discussione su un progetto complessivo di cura delle patologie renali e sulla costruzione di una struttura pubblica di dialisi nell’ospedale di Policoro.

Cogliamo l’occasione per allegare alla presente un documento di intenti, sottoscritto e condiviso fra l’altro dal Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute, Vito De Filippo e dalla Presidente della 12° Commissione Sanità del Senato, Emilia De Biasi, a conclusione di una tavola rotonda dal titolo “Vorremmo un mondo senza dialisi”, svoltasi il 15 settembre scorso presso la biblioteca del Senato a Roma.

Si tratta di uno strumento importante dal  quale attingere principi, linee e programmi che costituiscono il patrimonio storico dell’ANED quali: individuazione precoce delle malattie renali croniche, dei soggetti a rischio e dei fattori di progressione dell’insufficienza renale, promozione di terapie conservative e alternative alla dialisi, istituzione di unità specialistiche per le malattie renali con personale specialistico dedicato e sviluppo di una rete nefrologica, sperimentazione di modelli di dialisi domiciliare, incentivazione  dei trapianti di rene in particolare da vivente ecc.

Nella bozza di riforma del SSR non c’è nessun riferimento alle malattie renali né è prevista una rete assistenziale per il paziente nefropatico, mentre il Piano Sanitario Regionale attualmente in vigore dedica un paragrafo alla rete integrata ospedale-territorio della nefrologia e dialisi.

Il Piano Nazionale Cronicità individua come prima patologia cronica proprio le malattie renali croniche e l’insufficienza renale e le malattie renali croniche in età evolutiva.

Noi continueremo a porci come interlocutori delle Istituzioni perché crediamo in principi e valori che abbiamo elaborato in tanti anni di vita vissuta e sofferta sul campo, tra i quali il pieno trattamento, l’universalismo, l’appropriatezza e sicurezza delle cure, la migliore prestazione al minor costo possibile.

In attesa di un Vostro gradito cenno di riscontro, disponibili ad un incontro, Vi salutiamo con la più viva cordialità.

Donato Andrisani Segretario Regionale ANED