L’obesità (di Alessandro Sacco)

obesitChe l’obesità sia una patologia è concetto ancora distante dalle coscienze delle persone, pur tuttavia,
registrando una presa di coscienza più matura del problema. L’Italia non è a livelli drammatici
come gli Stati Uniti ma di certo non si deve sottovalutare la situazioni che, numeri alla mano
registra valori allarmanti soprattutto nella fascia adolescenziale.

Per dare un quadro generale del problema è sufficiente rilevare come la patologia dell’obesità
riguarda un numero sempre più ampio di persone: sono 6 milioni gli italiani obesi. Ancor di più, 21
milioni, quelli in sovrappeso, che nel mondo sono 2 miliardi. In totale, poco meno del 60% della
popolazione del nostro paese ha problemi di peso. Il picco degli “oversize” tra gli uomini è del
Molise con il 64,8%. Seconda la Campania, dove a essere in sovrappeso è il 61,6% della
popolazione maschile. Per le donne, Basilicata (46,5%) e Puglia (44,1%) sono le regioni con più
italiane a dover combattere l’obesità. Le cause sono riducibili ad una ridotta attività fisica ed una
alimentazione errata, piena di concezioni sbagliate e business sconsiderato.

I bambini sono facili “prede” delle multinazionali, incoscienti delle conseguenze nefaste e
purtroppo capita di affidarci ad esperti poco professionali, basti pensare a quei pediatri che non
impiegano un minuto nel decidere di somministrare antibiotici nei primi anni di età. Le ricerche
ormai sono innumerevoli e chiare, sappiamo i cibi da evitare e quanto sia importante l’attività fisica
mirata, ancor di più nella giovane età.

Nelle nostre città è svanito ormai quel sano ruolo del quartiere dove si potevano vedere bambini
giocare e socializzare, cosi come sono svanite quelle sane abitudini alimentari, quella dieta
mediterranea decantata in tutto il mondo.

L’OMS raccomanda agli adulti, anziani compresi, di praticare almeno 150 minuti a settimana di
attività fisica di tipo aerobico a intensità moderata. Le raccomandazioni attuali insistono sui benefici

per la salute di un’attività ad intensità moderata e sul fatto che i livelli consigliati possono essere
accumulati esercitandosi per intervalli relativamente brevi di tempo. Bambini e giovani, invece,
dovrebbero praticare un totale di almeno 60 minuti al giorno di attività fisica, da moderata a intensa.

A livello Europeo ci si è dato un obiettivo: “Ottenere una riduzione relativa del 10% della
prevalenza dell’insufficiente attività fisica entro il 2025 costituisce uno dei nove obiettivi a
livello mondiale” scrive l’OMS.

“Inoltre, aumentare i livelli di attività fisica è un fattore importante per altri tre obiettivi mondiali:
ottenere una riduzione relativa del 25% della mortalità precoce dovuta a malattie cardiovascolari,
tumori, diabete o malattie respiratorie croniche; ottenere una riduzione relativa del 25% della
prevalenza dell’ipertensione, oppure, a seconda della situazione nazionale, contenere la prevalenza
dell’ipertensione; fermare l’aumento del diabete e dell’obesità”.

A mio avviso occorre, come per altre problematiche nel nostro Pese, attivare un processo culturale
che ci renda davvero consapevoli delle nostre azioni e meno ingenui e sprovvisti nelle nostre scelte
e quanto meno più consapevoli così da evitare ogni genere di truffa propinataci dai mass media

E’ evidente come siamo condizionati dalle notizie, molte volte fuorvianti, che riceviamo in
continuazione, basti pensare alle recenti polemiche sull’utilizzo dell’olio di palma, del quale ormai la
gente è preoccupata, pur tuttavia senza sapere realmente le motivazioni che ne determinano il suo
disuso. Il clamore di queste notizie spingono il consumatore ad essere più attento, per questo si
dovrebbe creare una cultura della corretta alimentazione, inserendo nelle scuole l’educazione
alimentare che vada di pari passo con l’educazione fisica.
Una vita salutare passa per ciò che mangiamo e dalla cura che diamo al nostro corpo.

(foto da:www.highintensityitalia.com)