Le ragioni del SI (di Vincenzo Ciminelli )

referendum2016In questi giorni sta imperversando la campagna elettorale per il SI o per il No al Referendum del 4 dicembre e anch’io vorrei dire la mia su questo appuntamento importante per le nostre Istituzioni.

Molto probabilmente voterò SI e cercherò anche di spiegarne le ragioni riportando le opinioni di alcune persone della mia zona che mi hanno fatto capire che voteranno SI dopo aver fatto questo tipo di discorso: perchè dà tanto fastidio quest’uomo, Renzi, che ha avuto il coraggio di promuovere una riforma che può essere anche sbagliata e che rispetto ad altri politici precedenti ha mandato a quel paese l’UE e Juncker per gli aiuti ai terremotati e agli immigrati? Diamo il tempo a Renzi di andare avanti perchè intanto si comincia a costruire una casa e poi si potranno fare delle modifiche, ma almeno chi ben comincia è a metà dell’opera!

Le tre o quattro persone con cui ho scambiato delle idee sono artigiani e piccoli commercianti che però mi hanno fornito lo spunto per alcune considerazioni personali. Voglio cominciare dal Pd, nel quale autorevoli ex comunisti come D’alema, Bersani, ora il giovane Speranza ed altri si sono schierati da tempo per il NO, mentre non è tanto facile capire come Berlinguer, ex ministro dell’istruzione, Macaluso, Napolitano sono schierati per il SI. Molti di questi politici dovrebbero considerare anche la loro età anagrafica per non parlare dell’ottantenne De Mita che voterà No, come ha affermato in una riunione dei giorni scorsi a Potenza insieme a Speranza ed altri. Come si spiega il SI di Marcello Pera, mentre la destra e Forza Italia sono per il NO? Insomma, si sta creando una grande confusione e un grande bailamme da cui si spera di uscire con qualcosa di positivo per il Paese e le sue istituzioni.

Personalmente, rifacendomi ai discorsi di quelle persone nominate all’inizio, sono per il SI: la riforma in se stessa non è che sia perfetta, ma la si è cominciata e allora facciamola andare avanti. Il Senato, a mio parere, poteva anche essere tagliato, ma il bicameralismo in Italia ha sempre prodotto lungaggini mentre in altre nazioni i lavori parlamentari procedono più spediti. Poi credo sia molto positivo l’azzeramento del CNEL ed anche la ulteriore revisione del titolo V della Costituzione (rapporti Stato-regioni). Il problema vero credo sia soltanto uno e cioè che tutte le opposizioni vogliono mandare a casa Renzi e se vincerà il NO quanto tempo dovrà passare per mettere mano a un tale tipo di Riforma? Dai principali quotidiani che ultimamente si occupano di questo problema, anche con previsioni discordanti circa la vittoria del SI o del NO, mi è parso di capire che si potrà entrare nel merito della Riforma come auspicato dal Quirinale o ci si continuerà a contrapporre in modo pregiudiziale ed ideologico? Sarà un confronto politico o una rissa tra fazioni? Gli italiani dovrebbero capire che non è la legge Boschi- Renzi su cui esprimersi, ma su un processo costituente che dura da quarant’anni e che forse potrebbe concludersi a dicembre. Questo concetto è espresso chiaramente nel libro ” Italia, si cambia ” di G. Guzzetta, Rubbettino Editore in cui si fa capire che il SI non sarebbe un sostegno personale a Renzi, ma un voto politico con il quale si chiuderebbe, dopo tante inutili discussioni, la questione istituzionale italiana. La direzione è quella giusta, per il professor Guzzetta: il superamento del bicameralismo paritario non può più attendere, anche e soprattutto per chi ha una cultura politica moderata e riformatrice e un orizzonte politico di centrodestra.

I fautori del NO parlano del pericolo di una deriva autoritaria. Ma vi sembra veramente che possa accadere questo? Insomma, bisogna essere innovatori o conservatori? Accettare le sfide del Futuro anche con qualche incognita o compiacersi di idolatrare il passato e lasciare tutto come prima? Facciamo senz’altro il tifo per gli innovatori!!!

Preside Vincenzo Ciminelli